Standard di qualità nel settore energia 2026: cosa cambia con il TIQV?

  • Home  
  • Standard di qualità nel settore energia 2026: cosa cambia con il TIQV?
Giuditta 30 October 2026 Comments (0)

Standard di qualità nel settore energia 2026: cosa cambia con il TIQV?

Nel mercato libero dell’energia, la concorrenza si è concentrata a lungo quasi esclusivamente sul prezzo. Chi offriva la tariffa più bassa aveva un vantaggio immediato, indipendentemente da come gestiva il rapporto con il cliente nel tempo. Dal 1° gennaio 2026 questo equilibrio è cambiato in modo strutturale.

ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha approvato con la delibera 399/2025/R/com un nuovo Testo Integrato della Qualità della Vendita, noto come TIQV, che introduce standard obbligatori, misurabili e soggetti a controllo per tutti i venditori di energia elettrica e gas naturale. La qualità del servizio non è più una scelta del fornitore: è un requisito regolatorio cogente, con indennizzi automatici in caso di mancato rispetto e potenziali sanzioni.

Per il cliente finale è sicuramente una tutela importante, mentre per un’agenzia partner che lavora con un fornitore strutturato, è qualcosa di più: è un argomento commerciale da usare nella trattativa con i clienti.

Cos’è il TIQV 2026?

Il TIQV esiste come strumento regolatorio da anni. La revisione del 2025, entrata in vigore nel 2026, è però una riforma profonda che nasce da due esigenze convergenti.

La prima è l’allineamento alle direttive europee sul mercato interno dell’energia, che richiedono standard di qualità commerciale uniformi e verificabili in tutti gli Stati membri. La seconda è la risposta alla digitalizzazione dei servizi: negli ultimi anni i clienti interagiscono sempre più con i fornitori attraverso canali digitali, chatbot, portali online e sistemi automatizzati, e la normativa precedente non disciplinava questi canali in modo adeguato.

Il testo ridefinisce gli obblighi dei venditori su tre assi principali: assistenza clienti, canali digitali e gestione dei reclami, con un sistema di monitoraggio che rende le performance confrontabili tra operatori diversi.

Le scadenze operative del TIQV 

Il TIQV ha una struttura di entrata in vigore progressiva.

Dal 1° gennaio 2026 sono operativi gli standard di base sulla qualità commerciale: obblighi informativi, requisiti di trasparenza delle comunicazioni, meccanismo degli indennizzi automatici e nuovo sistema di misurazione dei reclami. La qualità non è più un obiettivo di indirizzo ma un requisito cogente.

Dal 1° luglio 2026 entrano le regole sui servizi digitali e sui call center. I venditori dovranno garantire canali online tracciabili per la gestione di reclami e richieste, con tempi di risposta definiti e procedure verificabili. Per i call center, le nuove norme impongono tempi di attesa ridotti, il diritto del cliente di parlare sempre con un operatore umano e il monitoraggio sistematico delle performance.

Dal 2027 le regole saranno pienamente operative per tutti i fornitori, inclusi quelli di dimensioni minori che hanno beneficiato di un periodo di adeguamento più lungo.

Gli indennizzi automatici: cosa scatta in caso di disservizio

Una delle novità più rilevanti del nuovo TIQV è il meccanismo degli indennizzi automatici. Se un venditore non rispetta gli standard di qualità previsti, il cliente ha diritto a un indennizzo che parte da 30 euro, senza necessità di presentare un reclamo formale o una richiesta specifica. L’importo aumenta progressivamente se il disservizio si prolunga nel tempo.

Il pagamento avviene di norma tramite accredito in bolletta, entro i termini stabiliti da ARERA. Questo meccanismo introduce un principio importante: la qualità del servizio ha un costo economico diretto per chi non la garantisce, e non è più solo una questione reputazionale.

Per un cliente che valuta un cambio fornitore, sapere che esistono tutele economiche automatiche in caso di disservizio è un elemento di rassicurazione importante. Per un’agenzia partner, è un argomento che rafforza la trattativa commerciale su un piano diverso dal prezzo.

Il nuovo sistema di misurazione della qualità: trasparenza e confrontabilità

Il TIQV 2026 introduce anche un nuovo sistema di misurazione delle performance dei venditori. L’attuale indice di reclamosità viene sostituito da un indicatore espresso in numero di reclami ricevuti ogni mille clienti, calcolato per categoria contrattuale e indipendente dal tipo di servizio, elettrico o gas.

A questo si affianca l’obbligo di comunicare i tempi medi effettivi di risposta ai reclami, rendendo le performance confrontabili tra operatori diversi. ARERA potrà rendere pubblici questi dati, permettendo ai clienti di valutare i fornitori non solo sul prezzo dell’offerta, ma anche sulla qualità reale del servizio nel tempo.

È una trasformazione significativa del modo in cui funziona la concorrenza nel mercato energetico. Chi ha sempre investito nella qualità del servizio ha ora uno strumento per dimostrarlo, chi invece ha puntato solo sul prezzo si trova esposto su un fronte nuovo.

TIQV 2026: come gli standard ARERA cambiano il vantaggio competitivo nel settore energia

Un venditore piccolo o poco organizzato può offrire tariffe aggressive, ma difficilmente può garantire i livelli di assistenza, i tempi di risposta e i processi digitali che il TIQV ora rende obbligatori. L’adeguamento a questi standard richiede investimenti in tecnologia, processi e personale che non tutti gli operatori sono in grado di sostenere.

Chi lavora con un fornitore già strutturato su questi fronti parte da una posizione di vantaggio, perché chi ha già processi operativi solidi, canali di assistenza funzionanti e sistemi di monitoraggio delle pratiche non deve correre per adeguarsi: è già lì.

Per un’agenzia partner, questo si traduce in un argomento commerciale che prima non esisteva. 

Come usare il TIQV in fase di vendita di servizi luce e gas

Molti clienti non conoscono l’esistenza del TIQV. Normalissimo: è una norma tecnica che non ha avuto grande visibilità nella comunicazione mainstream. Ma l’ignoranza di una norma non ne riduce la rilevanza pratica.

Un’agenzia partner che introduce il tema nella trattativa con un cliente, spiegando in modo semplice che dal 2026 esistono standard obbligatori sulla qualità del servizio e che non tutti i fornitori sono nelle stesse condizioni per rispettarli, dimostra una competenza che distingue l’agenzia dai concorrenti meno informati, e sposta la conversazione dal prezzo alla qualità complessiva del servizio, un terreno su cui un fornitore strutturato ha molto più da offrire.

Il divieto di telemarketing aggressivo: una novità rilevante

Il Decreto Bollette 2026, convertito in legge in sede di conversione, ha introdotto anche il divieto di telemarketing aggressivo per la vendita di forniture energia e gas. È una misura che risponde ad anni di segnalazioni di pratiche commerciali scorrette, contratti attivati senza consenso esplicito e pressioni commerciali ai limiti della legalità.

Per un’agenzia che lavora con metodo e nel rispetto delle regole, questa norma è un vantaggio competitivo implicito. Riduce la capacità dei concorrenti meno scrupolosi di acquisire clienti in modo aggressivo, e valorizza chi costruisce la propria rete attraverso relazioni genuine e proposte trasparenti.

Ro.Ma Srl e la qualità come metodo di lavoro

In Ro.Ma Srl la qualità del servizio non è una risposta alle nuove norme ARERA: è il modo in cui abbiamo sempre lavorato. Processi operativi strutturati, back-office dedicato, supporto continuo ai partner e alla gestione delle pratiche, formazione aggiornata sulle evoluzioni normative del settore.

Le nuove regole del TIQV formalizzano uno standard che per noi è già operativo. E per le agenzie partner che lavorano con noi, questo significa poter affrontare ogni conversazione commerciale con la certezza di avere alle spalle una struttura che rispetta e supera gli obblighi di qualità che il mercato ora richiede a tutti.

Vuoi saperne di più? Contattaci.