Nel dibattito sull’energia degli ultimi anni, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono passate da tema di nicchia a strumento normativo strutturato, con incentivi definiti, scadenze operative e un quadro regolatorio che nel 2026 ha raggiunto la maturità. Eppure, per molti clienti di un’agenzia multiservizi, restano un concetto vago: qualcosa di cui si sente parlare, ma che non si sa bene come applicare alla propria situazione.
È esattamente questo il punto di valore per un’agenzia partner nel settore energia. Non serve essere esperti di ingegneria elettrica per portare le CER nella conversazione con i propri clienti. Serve capire cosa sono, chi può aderirvi, quali benefici producono e quando ha senso parlarne. Questo articolo fornisce quelle basi, con l’orientamento pratico di chi lavora sul campo.
Comunità Energetiche Rinnovabili: definizione e principio di funzionamento
Una Comunità Energetica Rinnovabile è una configurazione in cui più soggetti, che possono essere cittadini, famiglie, condomìni, piccole e medie imprese, enti pubblici, associazioni ed enti religiosi, si uniscono per produrre, consumare e condividere energia rinnovabile a livello locale.
Il meccanismo di base si chiama autoconsumo virtuale: l’energia non viaggia fisicamente tra le abitazioni o le sedi dei membri, ma viene immessa nella rete elettrica dall’impianto di produzione e virtualmente condivisa tra i partecipanti della stessa cabina primaria. Ogni membro mantiene il proprio contratto di fornitura con il gestore scelto, ciò che cambia è che una parte dei propri consumi viene coperta dall’energia rinnovabile prodotta localmente, con un beneficio economico riconosciuto dal GSE attraverso una tariffa incentivante.
Il quadro degli incentivi CER nel 2026
Nel 2026 le Comunità Energetiche Rinnovabili possono accedere a due strumenti principali di supporto economico.
Il primo è la tariffa incentivante sull’energia condivisa, riconosciuta dal GSE per un periodo di vent’anni sugli impianti che rispettano i requisiti tecnici previsti. L’incentivo viene calcolato sull’energia effettivamente condivisa tra i membri della configurazione e rappresenta la fonte di beneficio economico più stabile nel tempo.
Il secondo è il contributo in conto capitale PNRR fino al 40% delle spese ammissibili, riservato alle CER e ai gruppi di autoconsumatori ubicati in Comuni con meno di 50.000 abitanti. Il DL PNRR 19/2026 ha rifinanziato questa misura con un programma da 795,5 milioni di euro, gestito dal GSE come soggetto attuatore unico. Gli accordi di concessione con i beneficiari sono stati stipulati entro il 30 giugno 2026, mentre gli impianti devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla firma dell’accordo e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Il GSE ha comunicato che la concessione delle risorse residue proseguirà fino al 31 agosto 2026, per chi rientra tra le domande finanziabili in scorrimento.
Per accedere agli incentivi, gli impianti devono avere una potenza nominale non superiore a 1 MW e devono essere ubicati nella stessa cabina primaria dei membri della configurazione. La verifica della cabina primaria è uno dei primi passaggi operativi da compiere prima di avviare qualsiasi valutazione di fattibilità.
Chi può aderire a una CER: la platea dei beneficiari
La normativa italiana ha costruito un modello inclusivo, in cui la partecipazione non è riservata a grandi imprese o enti strutturati. Possono aderire a una Comunità Energetica Rinnovabile i clienti domestici, i condomìni, le piccole e medie imprese, i Comuni e le amministrazioni locali, le associazioni di categoria, gli enti religiosi e le cooperative. Il requisito fondamentale è che l’obiettivo principale della CER non sia il profitto finanziario, ma la generazione di benefici ambientali, economici e sociali per il territorio.
Questa ampiezza della platea dei beneficiari è rilevante per un’agenzia multiservizi che ha un portafoglio clienti diversificato. Un condominio, un piccolo imprenditore con laboratorio, un’associazione locale o un professionista con studio in un comune sotto i 50.000 abitanti sono tutti profili potenzialmente interessati a valutare l’adesione a una CER, a condizione che qualcuno spieghi loro come funziona e cosa comporta.
Lo stato attuale delle CER in Italia: luci e ombre
Il quadro normativo è strutturato, e nei primi mesi del 2026 la diffusione delle CER ha accelerato in modo netto: secondo i dati GSE, al 30 giugno 2026 risultano attive 3.630 configurazioni, per una potenza complessiva di 302,9 MW e quasi 38.000 utenze coinvolte, contro le 1.805 configurazioni registrate a fine 2025. In pochi mesi il numero di CER operative è quindi raddoppiato.
Resta comunque un fenomeno in fase di consolidamento, con differenze marcate tra territori e con procedure amministrative e tempi di connessione alla rete che restano i principali ostacoli per chi avvia una nuova configurazione. Non si tratta di un problema normativo, ma di un problema di implementazione.
Per un’agenzia partner che vuole introdurre il tema con i propri clienti, questo è un dato da conoscere. Significa che le CER non sono una soluzione rapida e immediata, ma un percorso che richiede tempo, verifica tecnica e supporto. Chi si posiziona come guida in questo percorso, prima ancora che la domanda esploda, costruisce un vantaggio competitivo reale.
Perché un’agenzia multiservizi dovrebbe parlarne
La domanda è legittima: perché un’agenzia che lavora sulla vendita di forniture luce e gas dovrebbe investire tempo nel tema delle CER, che è più complesso e richiede competenze tecniche diverse?
La risposta ha più livelli.
Il primo è la tempestività. Le CER stanno diventando un tema sempre più presente nella comunicazione istituzionale, nei media locali e nelle conversazioni tra piccoli imprenditori e amministratori comunali. I clienti dell’agenzia sentiranno parlare di CER sempre più spesso. Arrivare per primi, con informazioni precise, significa essere il riferimento quando la curiosità si trasforma in interesse concreto.
Il secondo è la complementarità con l’offerta esistente. Le CER si basano su impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e gestione intelligente dei consumi. Sono la naturale evoluzione di un percorso che inizia con la fornitura luce e gas, passa per l’efficientamento energetico e arriva alla produzione locale. Un’agenzia che accompagna il cliente in tutto questo percorso costruisce una relazione difficile da interrompere.
Il terzo è la specificità territoriale. Le CER hanno senso soprattutto nei Comuni di piccole e medie dimensioni, dove la densità abitativa permette di costruire configurazioni coerenti con i vincoli della cabina primaria. Sono esattamente i contesti in cui un’agenzia locale ha il massimo vantaggio competitivo rispetto ai grandi operatori nazionali.
Come introdurre il tema CER nella trattativa con il cliente
Il modo più efficace per introdurre il tema è partire dalla situazione del cliente.
Un cliente con un impianto fotovoltaico installato o in valutazione può essere interessato a sapere che esiste uno strumento che permette di valorizzare l’energia prodotta anche quando non viene consumata direttamente. Un condominio che sta valutando interventi di riqualificazione può trovare nelle CER un ulteriore livello di incentivo. O ancora: un piccolo imprenditore in un Comune sotto i 50.000 abitanti può accedere al contributo PNRR del 40% se si organizza con altri soggetti della stessa area.
In tutti questi casi, l’agenzia deve essere in grado di aprire la conversazione in trattativa, di identificare il profilo del cliente come potenzialmente idoneo, e di avere un riferimento strutturato a cui passare il percorso successivo.
Novità: il D.Lgs. 5/2026 e le CER termiche
Tra le novità normative del 2026 che riguardano le Comunità Energetiche, una delle meno note ma più rilevanti riguarda l’estensione delle CER all’energia termica, introdotta dal D.Lgs. 5/2026 in recepimento della Direttiva RED III.
Fino a questa modifica, le CER riguardavano esclusivamente l’energia elettrica. Con il nuovo decreto, le configurazioni di autoconsumo collettivo possono includere anche la componente termica, aprendo la strada a CER ibride che integrano fotovoltaico, pompe di calore e sistemi di teleriscaldamento locale, con particolare interesse per i piccoli Comuni.
È un’evoluzione che amplia significativamente la platea dei soggetti interessati e la varietà dei progetti realizzabili. Per un’agenzia che vuole posizionarsi su questo tema con competenza, conoscere questa novità è già un elemento differenziante rispetto alla maggior parte degli interlocutori del mercato.
Come Ro.Ma Srl supporta i partner nell’approccio alle CER
In Ro.Ma Srl, seguiamo l’evoluzione del mercato energetico con l’obiettivo di fornire ai nostri partner gli strumenti per essere sempre un passo avanti rispetto ai propri clienti. Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono un tema che entra progressivamente nelle conversazioni commerciali di chi opera nel settore energia, e avere le basi per affrontarlo con competenza fa la differenza nella qualità della relazione con il cliente.
La formazione continua che offriamo ai nostri partner include l’aggiornamento su normative, incentivi e strumenti come le CER, proprio perché crediamo che un’agenzia informata sia un’agenzia che genera fiducia e che costruisce relazioni durature.